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Il genitore che pedina il figlio commette reato?

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(@mariano-acquaviva)
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Cosa rischia il genitore invadente? Il pressing con telefonate, avvicinamenti e inseguimenti nei confronti del figlio minore costituisce stalking?

«I figli so’ pezzi ‘e core» è il titolo di un film degli anni ’80 che illustra efficacemente quali sono i sentimenti di un genitore per il proprio figlio. A volte, però, si rischia di esagerare con l’affetto manifestato verso la prole, tanto da poter rischiare perfino di infrangere la legge. Ad esempio, il genitore che pedina il figlio commette reato?

Mettiamo il caso che una madre particolarmente ossessiva decida di seguire il proprio figlio minore per vedere chi frequenta e se si mette in pericolo. Una condotta del genere è legale? Dipende dalle modalità del pedinamento e dalla restante condotta del genitore. Approfondiamo questa specifica tematica.

Pedinare una persona è legale?

Il pedinamento non è di per sé una condotta illecita, se avviene in un luogo pubblico o aperto al pubblico. Ad esempio, mettersi alle costole di chi si trova in strada oppure di chi va al cinema non costituisce un illecito.

Non lo è nemmeno avvalersi di dispositivi di localizzazione (cosiddetti “Gps tracker”) per seguire le persone, come spesso fanno gli investigatori privati.

A tutto c’è un limite, però. Il pedinamento è illegale se diventa eccessivamente insistente, così da arrecare disturbo al pedinato o addirittura da indurgli un grave stato di ansia.

In ipotesi del genere il pedinamento può dar luogo al reato di molestia oppure a quello di stalking.

Pedinare una persona: quando ci sono le molestie?

Il pedinamento integra il reato di molestie quando l’inseguimento diventa particolarmente insistente e, quindi, fastidioso e molesto per la vittima oppure particolarmente “vistoso”.

In altre parole, affinché il pedinamento si tramuti nel reato di molestie occorre che:

  • la persona inseguita si sia accorta di essere pedinata e, pertanto, si senta importunata da tale condotta;
  • anche se la persona pedinata non si sia accorta di ciò, il pedinamento dà particolarmente nell’occhio e crea una sensazione di disagio in pubblico.

Trattandosi di reato procedibile d’ufficio, chiunque può denunciare il pedinamento molesto, anche una persona che vi assista e che si trovi in un luogo pubblico.

Per andare esente da responsabilità, dunque, il pedinatore deve agire con la massima discrezione, in modo che nessuno (neanche terze persone) si accorga dell’attività investigativa.

Insomma, si può pedinare una persona anche in un luogo pubblico, su una strada, per auto o in un parco, a condizione di non essere visti o che comunque la persona pedinata non si senta minacciata o importunata.

Quando scatta lo stalking per pedinamento?

Seguire una persona diventa stalking quando il pedinamento causa un grave e duraturo stato d’ansia nella persona pedinata [2].

Secondo la giurisprudenza [3], per la sussistenza del reato è sufficiente che gli atti persecutori abbiano un effetto destabilizzante della serenità e dell’equilibrio psicologico della vittima, non essendo richiesto che il turbamento così determinato integri gli estremi dello stato patologico.

Dunque, secondo i giudici, il grave turbamento provocato alla vittima non deve necessariamente sfociare in una malattia vera e propria; la vittima non deve perciò fornire prova dei medicinali che sta assumendo per curarsi oppure della certificazione medica che provi il danno alla salute.

Il genitore che pedina il figlio commette un reato?

Secondo la Corte di Cassazione [4], il genitore che pedina il figlio, anche se minorenne, cercando di avere contatti con lui, che gli telefona di continuo, che prova ad avvicinarlo nei luoghi da lui normalmente frequentati (come la scuola), commette il reato stalking.

Secondo la Suprema Corte non rileva l’esistenza di un rapporto genitore-figlio: l’aver procurato turbamento nella vittima, tanto da farla temere per la propria incolumità, fino a cambiare le abitudini della propria vita, è un atto persecutorio punito penalmente.

È necessaria la piena coscienza, da parte del genitore, dell’idoneità delle sue condotte ossessive, tali da produrre effetti negativi sul figlio, effetti cioè destabilizzanti sul piano della serenità, dell’equilibrio psichico e delle ordinarie abitudini di vita.

A tale consapevolezza deve corrispondere, dall’altro lato, il disagio del figlio, un conclamato stato di ansia e di apprensione che lo spinga a cambiare le abitudini di vita quotidiana.

Tale orientamento è stato confermato anche da più recente giurisprudenza [5], secondo cui chi pedina e tempesta di messaggi l’ex moglie rischia di incorrere nel reato di stalking, anche se si adduce come scusa l’intento di voler sapere se il coniuge ha un reddito, così da evitare il mantenimento.

Genitore pedina figlio: quando c’è stalking?

Possiamo quindi concludere affermando che il genitore che pedina il figlio commette stalking se questa condotta si unisce ad altre che, nel complesso, creano un disagio così forte nel figlio da arrecargli un grave stato d’ansia o da costringerlo a modificare le proprie abitudini di vita (ad esempio, a non uscire più).

Al contrario, il pedinamento insistente che non ha queste ripercussioni sulla salute o sullo stile di vita del figlio integra solamente il reato di molestie, che scatta per il semplice fatto di aver importunato pubblicamente la vittima.

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Pubblicato : 5 Dicembre 2022 14:37